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	<title>HAGAKURE &#187; Letture consigliate</title>
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		<title>Se incominciassimo oggi, lo faremmo a The HUB.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 11:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo iniziato nel 2006. E all'inizio, come tutti, ci siamo un po' arrangiati. Da casa prima, ospiti in uffici amici poi. Al bar e in autogrill sulla Milano-Torino ogni tanto... Adesso ci siamo guadagnati degli uffici, stiamo ancora un po' &#8230; <a href="http://hagakure.it/se-incominciassimo-oggi-lo-faremmo-a-the-hub">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo iniziato nel 2006. E all'inizio, come tutti, ci siamo un po' arrangiati. Da casa prima, ospiti in uffici amici poi. Al bar e in autogrill sulla Milano-Torino ogni tanto... Adesso ci siamo guadagnati degli uffici, stiamo ancora un po' stretti, in una stanza manca il Pinguino, ma sta arrivando...</p>
<p>Iniziassimo oggi avremmo due straordinarie opportunità in più.</p>
<p><a href="http://coworkingproject.com"><img class="alignnone" src="http://coworkingproject.files.wordpress.com/2009/02/cowoc2aeprpiccolo.png" alt="" width="132" height="132" /></a></p>
<p>Potremmo avere degli uffici temporanei da subito grazie ai <strong>COWO</strong> di <a href="http://coworkingproject.com/" target="_blank">Coworkingproject</a>.</p>
<p><a href="http://hubmilan.wordpress.com/about/"><img class="alignnone" src="http://www.dancingeye.net/uploads/photography/images/the%20hub/3.%20completion/Oranges-morning.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p><strong>Potremmo usufruire della fantastica opportunità di </strong><a href="http://hubmilan.wordpress.com/about/" target="_blank"><strong>THE HUB</strong></a><strong>:</strong></p>
<p><a href="http://www.the-hub.net/"><em>The Hub</em></a><em> è un network globale di spazi riservati a chi vuole cambiare il mondo. Offriamo tessere associative per questi habitat d’ispirazione nelle maggiori città del mondo. Al loro interno potrai lavorare, conoscere altre persone, imparare cose nuove, creare reti di collaborazione e far decollare i tuoi progetti che vogliono migliorare il mondo.</em></p>
<p><em>The Hub è uno spazio che ti permette di realizzare questi tuoi obbiettivi. Ti dà tutto ciò di cui hai bisogno per sviluppare un’idea, lanciare un’iniziativa, organizzare un incontro e gestire un’impresa sociale.</em></p>
<p><a href="http://hubmilan.wordpress.com/about/" target="_blank">http://hubmilan.wordpress.com/about/</a></p>
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		<title>Web 2oltre, Forrester Research e il ROI di un investimento sul web</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 20:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ero a Web 2 oltre (qui). A giugno avevo partecipato come panelist, questa volta come semplice spettatore, anche se all'ultimo minuto mi hanno chiesto di prendere parte alla tavola rotonda su blog e social networks Ero in compagnia di &#8230; <a href="http://hagakure.it/web-2oltre-forrester-research-e-il-roi-di-un-investimento-sul-web">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ero a Web 2 oltre (<a href="http://www.web2oltre.it/pagine/pagina.aspx?&amp;L=IT">qui</a>). A giugno avevo partecipato come panelist, questa volta come semplice spettatore, anche se all'ultimo minuto mi hanno chiesto di prendere parte alla <strong>tavola rotonda su blog e social networks</strong> <img src='http://hagakure.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ero in compagnia di <strong>Andrea Andreutti </strong>di Samsung (<a href="http://www.samsung-italia.net/">qui</a> e con cui mi complimento sempre troppo poco per il suo ottimo lavoro) <strong>Carlo Andrea Pataccini</strong> di Barilla (<a href="http://barcode.blogsome.com/">qui</a>) e <strong>Valentina Tolomelli</strong> di Ducati (<a href="http://blog.ducati.com/">qui</a> il DesmoBlog, Valentina perchè non carichi sul web la tua bella presentazione?).</p>
<p>Grazie a <strong>Marco Camisani Calzolari</strong> (<a href="http://blog.camisani.com/">qui</a>) per l'ospitalità e la perfetta <strong>moderazione</strong> del panel e a Tatiana dell'organizzazione per avermi fatto entrare al volo, visto il mio ritardo.</p>
<p>Non ho materiali da condividere, ma all'ultimo è venuto fuori uno spunto interessante sul ROI dei blog e dei social media. Ripesco quindi un vecchio post, traduzione dell'ottimo lavoro di Charlene Li di Forrester Research (che ho citato oggi).</p>
<p><strong>Il post con la tabella per il calcolo del ROI dei blog:</strong></p>
<p><a href="http://hagakure.it/il-roi-dei-blog">http://hagakure.it/il-roi-dei-blog </a></p>
<p>Alla fine dell'intervento ho incontrato brevemente Walter Faioni di Forrester Italia, sorpreso dalla citazione, chissà che non riusciamo a fare qualcosa di interessante assieme...</p>
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		<title>Il nuovo marketing: dalle parole di guerra alle parole di fede&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 20:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una slide del recente intervento di David Weinberger allo IAB Forum (vedi qui e qui e in un sacco di posti nella blogosfera...) mi ha fatto tornare in mente un articolo che avevo pubblicato un po' di tempo fa su &#8230; <a href="http://hagakure.it/il-nuovo-marketing-dalle-parole-di-guerra-alle-parole-di-fede">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una slide del recente intervento di David Weinberger allo IAB Forum (vedi <a href="http://hagakure.it/onore-a-david">qui</a> e <a href="http://blog.adci.it/spot-post">qui</a> e in un sacco di posti nella blogosfera...) mi ha fatto tornare in mente un articolo che avevo pubblicato un po' di tempo fa su Il Latore della Presente, il newsletter magazine dell'Art Directors Club Italiano (era il n° 16, dicembre 2006: arretrati <a href="http://www.adci.it/dev/informazione.asp?infid=173">qui</a>).<br />
<span id="more-243"></span><br />
<img src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/immagine-15.png" alt="immagine-15.png" width="400" /></p>
<p>L'articolo si chiamava "<em>Marketing e Internet: dalle parole di guerra alle parole di fede</em>". Non l'avevo mai riportato qui, quindi lo faccio oggi che è tornato d'attualità. L'articolo contiene anche una interessante chiosa di Bruno Ballardini (il suo profilo <a href="http://www.minimumfax.com/persona.asp?personaID=8">qui</a>).</p>
<p><img src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/immagine-14.png" alt="immagine-14.png" width="400" /></p>
<p>Alla slide 7 (<a href="http://www.iabforum.it/Interventi/Intervento.aspx?IDSessione=48">qui</a> le slide e il video sul sito di IAB Forum), Weinberger spiega come il marketing si sia sempre espresso con una terminologia da guerra, quasi fosse "a caccia" di consumatori, mentre oggi, sul Web, questo linguaggio, questo approccio, sembra non funzionare più molto, vista la "libertà di movimento" dei consumatori. Un motivo in più di ringraziare David della sua visita illuminante...</p>
<p>Scarica il pdf con l'articolo "Marketing e Internet: dalle parole di guerra alle parole di fede":</p>
<p><a href="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/parolediguerraparoledifede.pdf" title="parolediguerraparoledifede.pdf">parolediguerraparoledifede.pdf</a><!--more--></p>
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		<title>La fine della pubblicità come la conosciamo (secondo IBM)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 19:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'IBM Institute for Business Value Study ha pubblicato una ricerca che si chiama "La fine della pubblicità come la conosciamo". (la trovate sul sito IBM qui). Alcune frasi: "I prossimi 5 anni cambieranno la pubblicità più degli ultimi 50" ... &#8230; <a href="http://hagakure.it/la-fine-della-pubblicita-come-la-conosciamo-secondo-ibm">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/hagakure/1970671634/" title="Condivisione di foto"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2325/1970671634_2390ff0bfe.jpg" alt="End of advertising as we know it" width="400" /></a></p>
<p>L'IBM Institute for Business Value Study ha pubblicato una ricerca che si chiama "La fine della pubblicità come la conosciamo". (la trovate sul sito IBM <a href="http://www-03.ibm.com/industries/media/doc/content/resource/business/2898468111.html">qui</a>). Alcune frasi:</p>
<p><span id="more-238"></span></p>
<p><strong>"I prossimi 5 anni cambieranno la pubblicità più degli ultimi 50"</strong></p>
<p>...</p>
<p><strong>"I consumatori hanno sempre più controllo su quali pubblicità vedere e un ruolo attivo fino al punto di creare loro stessi le campagne"</strong></p>
<p>...</p>
<p><strong>"Il futuro della pubblicità sarà radicalmente diverso dal suo passato. Le parole d'ordine saranno creatività, controllo da parte del consumatore, misurazione: servono strategia agili e nuove professionalità"</strong></p>
<p>...</p>
<p>E mi fa piacere trovare qui strategie agili, dopo aver appena postato su: "<em>La prontezza di riflessi come fattore di successo della comunicazione</em>" (<a href="http://hagakure.it/la-prontezza-di-riflessi-come-fattore-di-successo-della-comunicazione">qui</a>).</p>
<p>---</p>
<p><strong>SCARICA LA RICERCA IN PDF</strong></p>
<p><a href="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/media_ibv_advertisingv2.pdf" title="IBM The End of Advertising as we know it (Complete)">IBM The End of Advertising as we know it (Complete)</a></p>
<p><a href="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/adqrfinal_qr.pdf" title="IBM The End of Advertising as we know it (Executive Summary)">IBM The End of Advertising as we know it (Executive Summary)</a></p>
<p>---</p>
<p><strong>INTERNET VS TV </strong>(sempre da IBM)</p>
<p>C'è anche un altro sondagio interessante sui trend di utilizzo di Internet e della Televisione, sempre di IBM (lo trovate <a href="http://www-03.ibm.com/industries/media/doc/content/resource/business/2855428111.html">qui</a>). Questo sondaggio mostra come sl campione di intervistati <strong>il 19% dichiara di trascorrere almeno 6 ore al giorno di uso di Internet personale,</strong> mentre solo il 9% fa altrettanto con la TV. Il sondaggio ha anche un estratto video che riporto.</p>
<p><object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/F9oD_MU5DE0&amp;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/F9oD_MU5DE0&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object></p>
<p>[Via <a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2007/11/la-fine-della-p.html" target="_blank">Mauro Lupi</a>]</p>
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		<title>Un po&#8217; di storia per capire i blog</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 20:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'altra sera, ero a una cena e mi è venuta un'idea interessante per spiegare in modo semplice il successo dei blog, le loro dinamiche e quell'insieme enorme, pulsante e magmatico di oltre 100 milioni di blog che va sotto il &#8230; <a href="http://hagakure.it/un-po-di-storia-per-capire-i-blog">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L'altra sera, ero a una <a href="http://marcomassarotto.com/qualche-link-per-ringraziare-wolly">cena</a> e mi è venuta un'idea interessante per spiegare in modo semplice il successo dei blog, le loro dinamiche e quell'insieme enorme, pulsante e magmatico di oltre 100 milioni di blog che va sotto il nome di Blogosfera...</p>
<p><span id="more-214"></span>  Iniziamo con l'individuare le due colonne portanti dei blog: i "<strong>contenuti</strong>" e i "<strong>link (o fonti)</strong>"</p>
<p><a href='http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/09/slide0005.gif' title='' target=_blank><img src='http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/09/slide0005.thumbnail.gif' alt='' /></a></p>
<p>Per capire come mai un fenomeno come quello dei blog è diventato planetario e influente nel giro di pochi anni al punto che in meno di due anni i blog sono passati da un numero di 8 milioni a quasi 80 milioni, per superare da poco i 100 milioni forse è il caso di risalire un po' indietro, non tanto: basta arrivare sino al 1990.</p>
<p>Nel 1990, come recita la pagina dedicata alla storia del Web del CERN di Ginevra (<a href="http://info.cern.ch/">qui</a>), venne messa online la prima pagina web. La pagina è stata successivamente archiviata dal WorldWideWeb Consortium (<a href="http://www.w3.org/History/19921103-hypertext/hypertext/WWW/TheProject.html">qui</a>). </p>
<p><a href='http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/09/immagine-13.png' title='' target=_blank><img src='http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/09/immagine-13.thumbnail.png' alt='' /></a></p>
<p>Come potete vedere si stratta di poche righe di testo, fitte di collegamenti ipertestuali, da allora detti link. Queste poche informazioni e la loro straordinaria e inedita capacità di rimandare l'una all'altra, hanno messo in moto un meccanismo che in pochi anni (17 ad oggi) vede centinaia di milioni di persone comunicare e scambiarsi informazioni in modo diretto e interconnesso. Da quel giorno il web è cresciuto galoppando incessantemente, in gran parte costruito dai propri stessi utenti.</p>
<p><strong>Contenuti e link.</strong> Erano le caratteristiche della prima pagina web, il motivo per cui è stato pensato e realizzato il World Wide Web, sono le due leggi fondamentali delle sue dinamiche oggi ribattezzate "virali". Se servisse una dimostrazione, provate a dare un'occhiata alla home page dei 5 blog più letti al mondo (per comodità ve li ho linkati sotto) e ditemi se trovate qualcosa che non sia contentui e link, contenuti e link, contenuti e link. Anche la grafica, l'impaginazione, il design sono sempre funzionali a rendere più fruibili i contenuti e i link.</p>
<p>Insomma, i Blog e i Blogger sembrano essere i soggetti che hanno capito meglio la logica di base di Internet e che sanno sfruttarla meglio per veicolare informazioni, contenuti e link. Adesso il compito di comprendere queste dinamiche e iniziare ad utilizzarle tocca alle aziende, o almeno a quelle che vogliono utilizzare Internet per comunicare in modo efficace.</p>
<p>I cinque top blogs mondiali al 29/09/2007 Fonte <a href="http://www.technorati.com/pop/blogs/">Technorati</a>.:</p>
<p><a href="http://www.engadget.com/" target=_blank>Engadget</a><br />
<a href="http://www.boingboing.net/" target=_blank>BoingBoing</a><br />
<a href="http://www.gizmodo.it/" target=_blank>Gizmodo</a><br />
<a href="http://www.techcrunch.com/" target=_blank>TechCrunch</a><br />
<a href="http://www.huffingtonpost.com/" target=_blank>Huffington Post</a></p>
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		<item>
		<title>AdvertisingAge, McKinsey e l&#8217;approccio strategico al Web</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 23:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Advertising Age scrive su di uno studio (qui un estratto dell'articolo) che McKinsey ha condotto per le Fortune 500 companies e pubblicato da poco. La ricerca parla dell'efficacia della televisione come mezzo di comunicazione per le aziende da qui al &#8230; <a href="http://hagakure.it/advertisingage-mckinsey-e-lapproccio-strategico-al-web">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Advertising Age scrive su di uno studio (<a href="http://adage.com/abstract.php?article_id=110899">qui</a> un estratto dell'articolo) che McKinsey ha condotto per le Fortune 500 companies e pubblicato da poco. La ricerca parla dell'efficacia della televisione come mezzo di comunicazione per le aziende da qui al 2010.</p>
<p><span id="more-212"></span></p>
<p>La fonte è estremamente autorevole, e la ricerca è finalmente una di quelle pacate e non apocalittiche. Se da un lato stabilisce che l'efficacia della Tv nel marketing Mix nel 2010 sarà pari al 30% di quella che è oggi (cioè si ridurrà di un terzo) e riconosce come il tempo dei teenager davanti alla TV sia dimezzato, mentre quello online sia sestuplicato (+600%) dall'altro, con saggezza e acutezza, la ricerca McKinsey consiglia un approccio di medio termine alla rete e un passaggio graduale dei budget da un media all'altro.</p>
<p>Può sembrare assurdo che sia proprio io a riprendere un articolo che invita a uno shift di budget ragionato, ma il pericolo sempre in agguato, specialmente nel nostro paese, è quello del "fenomeno Internet", della moda, del "quest'anno investiamo su Internet". Quando invece, sia per le logiche profonde della rete, sia per la sua natura così diversa dagli strumenti di marketing tradizionali, il Web richiede un approccio dal basso, ragionato, strategico. </p>
<p>L'obiettivo principale di un'azienda per il 2008 non dev'essere quello di immettere sul web il video più visto dell'anno (è molto difficile che ci riesca) o di comprare un arcipelago su SecondLife. L'obiettivo per il 2008, a mio modo di vedere le cose, è di familiarizzare con un mezzo nuovo, di gettare delle basi solide da sviluppare nel tempo, per trovarsi ad essere, nel fantomatico 2010 profetizzato da McKinsey, un'azienda che la rete la conosce a fondo, la frequenta e la comprende.</p>
<p>Ho comprato l'articolo e l'ho salvato in pdf, potete scaricarlo e leggerlo <a href='http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/09/mckinseystudy.pdf' title=''>qui</a>. Se qualcuno recuperasse l'intera ricerca McKinsey e mettesse un link nei commenti ne sarei grato.</p>
<p>Se ne parla su <a href="http://www.youmark.it/article.php?id=2220">YouMark</a>, sul blog di AdVance (<a href="http://blog.advance.it/?sectionid=8">qui</a>), su <a href="http://www.mediarun.it/2006/08/dove-va-la-pubblicita.html#links">MediaRun</a>. A proposito, McKinsey dà corso ai fatti e apre un Wiki per aggregare i blog dei propri dipendenti ed ex dipendenti (<a href="http://archidata.typepad.com/chez_asa/2007/04/se_lo_usa_mckin.html">qui</a>).</p>
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		<title>Un mio articolo su Second Life sul magazine di ADCI</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 12:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il post su Second Life e gli strumenti alternativi di marketing online (qui) è stato pubblicato su Il Latore della presente, il magazine dell'Art Directors Club Italiano. Leggi la notizia e scarica il Latore della presente qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il post su Second Life e gli strumenti alternativi di marketing online (<a href='http://hagakure.it/marketing-su-second-life-e-se-ci-fosse-di-meglio'>qui</a>) è stato pubblicato su Il Latore della presente, il magazine dell'<a href='http://www.adci.it/'>Art Directors Club Italiano</a>. </p>
<p>Leggi la notizia e scarica il Latore della presente <a href='http://blog.adci.it/dopo-3-mesi-di-assenza-ecco-il-latore-n-20'>qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marketing su Second Life: e se ci fosse di meglio?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 15:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo mesi di sovraeccitazione della stampa, qualcuno comincia a esprimere delle forti perplessità sulle iniziative di marketing su Second Life. Personalmente ho sempre giudicato Second Life una forma di investimento non particolarmente interessante per chi vuol fare marketing in rete, &#8230; <a href="http://hagakure.it/marketing-su-second-life-e-se-ci-fosse-di-meglio">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image196" src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/08/aanight.jpg" alt="aanight.jpg" width="400"/></p>
<p>Dopo mesi di sovraeccitazione della stampa, qualcuno comincia a esprimere delle forti perplessità sulle iniziative di marketing su <a href='http://www.secondlife.com/'>Second Life</a>. </p>
<p>Personalmente ho sempre giudicato Second Life una forma di investimento non particolarmente interessante per chi vuol fare marketing in rete, per molti fattori. (Vedi un mio intervento del 21 febbraio, tempi decisamente non sospetti: <a href='http://mlist.belowtheweb.it/archivi/3d/env/msgid-48810.html#48950'>QUI</a>). </p>
<p>Ora i numeri sembrano dare ragione a chi, in modo forse un po' estremo, ritiene un investimento in Second Life solo una scorciatoia per avere copertura stampa gratis, che poi gratis non è visto che molte aziende ci hanno speso decine di migliaia di euro.</p>
<p>Evidentemente, però, l'aspetto cool, il nome altamente evocativo, queste immagini un po' post-apocalittiche di avatar tridimensionali hanno stregato la stampa che ne ha scritto quotidianamente negli ultimi sei mesi, dedicando pagine intere alle aziende che compravano isole su Second Life, definendole come aziende all'avanguardia. Nessuno si è mai preoccupato di guardare dentro a queste iniziative. Oggi cominciano a farlo alcune importanti testate.</p>
<p><span id="more-195"></span></p>
<p>Wired (<a href='http://www.wired.com/techbiz/media/magazine/15-08/ff_sheep'>qui</a>) ha intervistato Michael Donnelly, worldwide head of interactive marketing di Coca-Cola. Donnelly dice quello che è sotto gli occhi di tutti nella home page di Second Life: è un posto frequentato pochissimo. Nel momento in cui scrivo Second Life ha 8,814,237 di utenti che hanno scaricato il programma. Di questi ce ne sono 32,723 collegati e non si tratta di un caso, negli ultimi 60 giorni sono stati 1,638,492 per una media di 27.308 al giorno.  Già così il "fenomeno" Second Life prende un'altra luce. </p>
<p><img id="image197" src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/08/citystage.jpg" alt="citystage.jpg" width="400" /></p>
<p>"<i>Le isole dei brand sono sempre deserte</i>" dice Donelly nell'intervista a Wired. Alle stesse conclusioni è giunto anche The Guardian (<a href='http://blogs.guardian.co.uk/organgrinder/2007/08/is_second_life_just_hype.html'>qui</a>) il 21 dicembre. Dei quasi 9 milioni di residenti, circa l'85% sarebbero entrati una sola volta in questo mondo virtuale senza tornarci più. </p>
<p>E ora, dopo averne scritto decine di volte e aver venduto un manuale, ci arriva pure Repubblica con un articolo (<a href='http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/second-life-news/bluff/bluff.html'>qui</a>), che definisce SL addirittura un bluff.</p>
<p>Posizioni forse un po' forti. I tentativi di sperimentazione sul Web da parte delle aziende, secondo me, non vanno puniti, ma sempre apprezzati. Anche quando hanno dei punti critici. Forse alcune aziende non sono state consigliate bene, anche se mi rendo conto che se una mattina ti telefona un cliente e ti dice: "Voglio una sede su Second Life!" non è facile dirgli di no e proporgli qualcos'altro.</p>
<p><strong>LE ALTERNATIVE A SECOND LIFE</strong></p>
<p>Giusto per dare un'anima costruttiva a questo post, concludo elencando un po' di possibili alternative. Ipotizziamo che il budget medio speso dalle aziende per comprare isole o edifici su Second Life sia di 25.000 € (molte aziende ne hanno spesi molti di più), ecco una serie di cose (a seconda della categoria merceologica e del target), a mio avviso, più interessanti che si possono fare sul Web con quei soldi.</p>
<p>- Aprire un profilo su MySpace e organizzare un concorso o pagare una piccola redazione che lo tenga aggiornato.</p>
<p>- Creare un gruppo su FaceBook e provvedere a tenerlo animato per fare recruiting di personale, tenere informata la gente sulle novità, discutere con il proprio mercato.</p>
<p>- Aprire un piccolo blog, destinare delle risorse al suo costante aggiornamento, e cominciare a sperimentare un po' di conversazione brand-consumer.</p>
<p>- Girare dei video freschi, interessanti e low budget e aprire un profilo corporate su YouTube, mettendo a disposizione delle persone informazioni, aiuto o curiosità sul proprio prodotto.</p>
<p>La lista è lunga e potrei continaure, lo spirito è quello della <strong>condivisione</strong> (sul web le informazioni sono aperte a tutti), della <strong>reperibilità</strong> (i contenuti di SL non sono indicizzati), della <strong>continuità</strong> (sono tutti strumenti "di relazione", che costruiscono rapporti tra un'azienda e le persone).</p>
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		<title>Due blog importanti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 22:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Blog & Aziende (NEW)]]></category>
		<category><![CDATA[Blog & Politica (NEW)]]></category>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Letture consigliate]]></category>

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		<description><![CDATA[Piero Bassetti e Kevin Roberts. Ogni commento (almeno qui, non sui loro blog) è superfluo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.globusetlocus.org/blog/piero-bassetti/">Piero Bassetti</a> e <a target="_blank" href="http://krconnect.blogspot.com/">Kevin Roberts</a>.</p>
<p>Ogni commento (almeno qui, non sui loro blog) è superfluo.</p>
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		<title>Blogosfera EU: i consumatori anticipano le aziende.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 10:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa dicono dei Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Letture consigliate]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo i risultati della ricerca di Lewis PR, che analizza l'impatto del corporate blogging a livello internazionale, appare evidente una forbice tra consumatori e aziende che si sta allargando in misura sempre maggiore, soprattutto in Europa. Da un lato, la &#8230; <a href="http://hagakure.it/blogosfera-eu-i-consumatori-anticipano-le-aziende">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo i risultati della ricerca di <a target="_blank" title="Lewis PR" href="http://www.lewis360.com/2007/03/blogs_and_busin.html">Lewis PR</a>, che analizza l'impatto del corporate blogging a livello internazionale, appare evidente una forbice tra consumatori e aziende che si sta allargando in misura sempre maggiore, soprattutto in Europa.</p>
<p>Da un lato, <strong>la blogosfera dei consumatori</strong> che, non solo è in forte crescita, ma vede aumentare la sua influenza sulle decisioni di acquisto e sulla brand reputation.<br />
Dall'altro la <strong>blogosfera corporate</strong> che, di fronte a una presunta <a target="_blank" href="http://hagakure.it/il-roi-dei-blog">difficoltà nella valutazione costi/benefici</a>, sceglie di non rischiare, rinunciando alle potenzialità del mezzo.</p>
<div style="text-align: center"><img width="350" alt="inner_img_2e5423100593e903.png" id="image171" src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/04/inner_img_2e5423100593e903.png" /></div>
<p>La <strong>diffusione</strong> del corporate blogging a livello internazionale è stata valutata da questo sondaggio, condotto su 300 aziende di 10 diverse nazioni.Aziende che hanno adottato un corporate blog</p>
<p>- 14% Stati Uniti.<br />
- 5.5% Area asiatica.<br />
- 2.5% Europa.</p>
<p>Se si considera che gran parte delle società coinvolte opera in mercati tecnologici quali quello mediatico e IT, si può ipotizzare che l'utilizzo reale dei blog da parte delle società possa essere addirittura minore, spiegando così anche la posizione privilegiata degli Stati Uniti.<br />
In <strong>Italia</strong> ancora le aziende non colgono l'opportunità emergente ed il fenomeno rimane limitato.</p>
<p>Maria Teresa Trifiletti, responsabile Lewis PR per il nostro paese, spiega il tutto con una atavica (quanto poco razionale) antiteticità alle nuove tecnologie e con la necessità di familiarizzare con i nuovi strumenti prima di passare ad uno stadio successivo della comunicazione aziendale.</p>
<p>L'intera ricerca Lewis la potete scaricare qui <a target="_blank" href="http://www.lewispr.com/Business_value_of_blogging.pdf"><img src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2006/05/logopdf.gif" /></a><br />
[Segnalato da <a target="_blank" title="MediaMeter" href="http://mediameter.wordpress.com/">MediaMeter</a>]</p>
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