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	<title>HAGAKURE &#187; Approfondimenti</title>
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		<title>Community First &#8211; Prove di un manifesto.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 11:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8212;UPDATE 23 MAGGIO 2009 &#8211; LA VERSIONE 2 DEL MANIFESTO LA TROVATE QUI.&#8212;&#8211;
Scrivere un manifesto del modo in cui secondo HAGAKURE vanno gestiti i rapporti Agenzia-Comunità, qualunque comunità, non c&#8217;è più tanta differenza tra online e offline ormai. Le comunità con cui le aziende nostre clienti entrano in contatto ormai quotidiano: che siano fatte da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8212;UPDATE 23 MAGGIO 2009 &#8211; LA VERSIONE 2 DEL MANIFESTO </strong><strong><a href="http://hagakure.it/community-first-2" target="_blank">LA TROVATE QUI</a></strong><strong><a href="http://hagakure.it/community-first-2" target="_blank">.</a></strong><strong>&#8212;&#8211;</strong></p>
<p>Scrivere <strong>un manifesto del modo in cui secondo HAGAKURE vanno gestiti i rapporti Agenzia-Comunità</strong>, qualunque comunità, non c&#8217;è più tanta differenza tra online e offline ormai. Le comunità con cui le aziende nostre clienti entrano in contatto ormai quotidiano: che siano fatte da due blogger o da centomila persone uniche (basta chiamarli, chiamarci utenti). E&#8217; da qualche settimana che questa idea mi gira in testa.</p>
<p><strong>Come è nata l&#8217;idea</strong></p>
<p>Rileggendo la bellissima (e furba) <a href="http://citizenagency.com/about-citizen-agency/" target="_blank">pagina di presentazione</a> di <a href="http://citizenagency.com" target="_blank">Citizen Agency</a>. Parlandone al Parma Work Camp durante la <a href="http://www.slideshare.net/pondga/lagenzia-20-un-ossimoro-workcamp-parma" target="_blank">presentazione</a> di <a href="http://www.minimarketing.it/" target="_blank">Gianluca</a>. Riflettendo sulle nostre esperienze quotidiane, le mille volte che ci troviamo a dire a un cliente &#8220;<em>non si può fare questo..</em>.&#8221;. Ecco, è stata una di queste volte che l&#8217;ho capito, che ho capito che<strong> la chiave di tutto è mettere la comunità davanti a qualunque cosa, anche davanti al tuo cliente</strong>. Quel Community First che è al punto 3 del manifesto di Citizen Agency e che prenderò a prestito come titolo del nostro Manifestino. Quella voglia di &#8220;<a href="http://hagakure.it/give-back">ridare</a>&#8221; alla rete, che cercheremo di rendere sempre più concreta.</p>
<p><strong>Perché un Manifesto. (Il nostro impegno)</strong></p>
<p>Perché sarà un vero e proprio manifesto, un poster e lo appenderemo all&#8217;ingresso dei nostri uffici dove clienti, collaboratori, fornitori, aziende prospect che stanno valutando se iniziare a lavorare con noi lo vedranno per bene. Poi lo spediremo ai clienti esistenti, per <em>ri-siglare</em> con loro una sorta di patto. Infine lo rileggeremo tutti i giorni, cercando di far sì che i nostri consigli, ai nostri clienti, siano sempre improntati a questo spirito.</p>
<p><strong>Manifesto Beta</strong></p>
<p>Il primo errore sarebbe farlo da soli, questo manifesto. Per questo motivo scriveremo solo 9 dei 10 punti, aspettandoci che la comunità, voi,  identifichi il decimo, ma siamo anche pronti a cambiarli, secondo gli stimoli che ci lascerete nei commenti qui sotto so sugli spazi dove è possibile commentarlo: <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=95528646604&amp;comments">facebook</a> o <a href="http://friendfeed.com/e/edbe81db-b69c-f516-7517-006cab757861/Community-First-Un-manifesto/" target="_blank">friendfeed</a>. Anzi, grazie in anticipo, ogni contributo sarà menzionato in calce al manifesto.<br />
%</p>
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		<title>USA 2008: Yes, they can</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 20:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog & Politica (NEW)]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio USA 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Internet PR & Viral Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[USA 2008]]></category>
		<category><![CDATA[We can]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi rimando a questo post che parla dell&#8217;ultimissimo uso innovativo e creativo della rete nella campagna elettorale USA 2008. Viene, manco a dirlo, da Barack Obama, che sta conducendo la corsa elettorale sul web e, pare, anche sul territorio.
E&#8217; un video, o meglio un remix, di un discorso di Obama creato dal leader dei Black [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi rimando a <a href="http://www.internetpr.it/come-usare-le-star-su-internet">questo post </a>che parla dell&#8217;ultimissimo uso innovativo e creativo della rete nella campagna elettorale USA 2008. Viene, manco a dirlo, da Barack Obama, che sta conducendo la corsa elettorale sul web e, pare, anche sul territorio.</p>
<p>E&#8217; un video, o meglio un remix, di un discorso di Obama creato dal leader dei Black Eyed Peas. La canzone si chiama Yes, We Can. Il marketing sul web, Yes, They Can, loro sì che lo sanno fare.<br />
Trovate post, video e info <a href="http://www.internetpr.it/come-usare-le-star-su-internet">qui</a>.</p>
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		<title>2008 Web e TV: il Politecnico fa precisione sull&#8217;articolo di Repubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 17:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio dell&#8217;anno avevo pubblicato questo post su un articolo apaprso in Home Page di Repubblica.it. Su Internet si è molto parlato della notizia anunciata da Repubblica (vedi qua).
Qualche giorno dopo Andrea Boaretto del Politecnico (lo trovate qui) ha girato per vari post sull&#8217;argomento, inserendo nei commenti la seguente rettifica:

I dati riportati nell’articolo di Repubblica traggono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno avevo pubblicato <a href="http://hagakure.it/buon-2008-per-il-web">questo</a> post su un articolo apaprso in Home Page di Repubblica.it. Su Internet si è molto parlato della notizia anunciata da Repubblica (vedi <a href="http://blogsearch.google.it/blogsearch?hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;q=Web+TV+negroponte+repubblica+2008&amp;btnG=Cerca+nei+Blog&amp;lr=lang_it">qua</a>).</p>
<p>Qualche giorno dopo Andrea Boaretto del Politecnico (lo trovate <a href="http://www.marketingreloaded.com/blog/">qui</a>) ha girato per vari post sull&#8217;argomento, inserendo nei commenti la seguente rettifica:</p>
<p><span id="more-268"></span></p>
<blockquote><p>I dati riportati nell’articolo di Repubblica traggono spunto dalla ricerca dell’Osservatorio Multicanalità, il cui risultato non è il sorpasso del web sulla tv ma l’emergere di nuovi segmenti di clienti multicanali che hanno un comportamento di acquisto e basket di spesa particolarmente interessanti.</p>
<p>Sul sito <a href="http://www.multicanalita.it/" rel="nofollow">http://www.multicanalita.it</a> sono presenti alcune precisazioni metodologiche, nonché è possibile scaricare integralmente gli atti del convegno del 15 novembre 2007.</p></blockquote>
<p>Andando a vedere nel dettaglio, credo Andrea si riferisca a questa slide:</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2138/2157151355_1f06c626e0.jpg?v=0" /></p>
<p>Se è vero che derivare da questi dati l&#8217;affermazione &#8220;Gli italiani preferiscono Internet alla TV&#8221; è un po&#8217; forte, ma si sa che i giornali preferiscono strillare un titolo, è anche vero che i dati del 54% di Italiani definiti &#8220;Multimediali&#8221; parlano abbastanza chiaro.</p>
<p>Quindi (se Andrea è d&#8217;accordo <img src='http://hagakure.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) parlerei di <strong>velocissimo spostamento verso un nuovo mezzo</strong> e  grande <strong>bisogno di cultura</strong> per l&#8217;integrazione di un nuovo media con gli altri.</p>
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		<title>Buon 2008 (per il web)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 09:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non riesco a immaginare alcun senso nel guardare la tv se non per lo sport in diretta e, forse, per le elezioni&#8221; (*)

Con questa provocazione apre la sua intervista Nicholas Negroponte e così si presenta, il 2 gennaio 2008, la home page di Repubblica.

Assieme a due importanti notizie internazionali, la prima edizione dell&#8217;anno apre con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Non riesco a immaginare alcun senso nel guardare la tv se non per lo sport in diretta e, forse, per le elezioni&#8221; </strong>(*)<strong><br />
</strong><br />
Con questa provocazione apre la sua intervista Nicholas Negroponte e così si presenta, il 2 gennaio 2008, la home page di Repubblica.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2100/2157947300_2d1d3b7577.jpg?v=0" width="150" /></p>
<p>Assieme a due importanti notizie internazionali, la prima edizione dell&#8217;anno apre con la notizia<strong>: Web-TV, il 2008 sarà l&#8217;anno del sorpasso. (&#8230;)</strong><br />
<!-- br--><!-- br--><br />
<span id="more-263"></span></p>
<p>L&#8217;articolo (<a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-sorpassa-tv/internet-sorpassa-tv/internet-sorpassa-tv.html">qui</a>) è corredato di <strong>un&#8217;intervista a Nicholas Negroponte</strong> (<a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-sorpassa-tv/intervista-a-negroponte/intervista-a-negroponte.html">qui</a>) e di alcuni dati provenienti da ricerche di <strong>EIAA</strong> (European Interactive Advertising Association, <a href="http://www.eiaa.net/index.asp?lang=4">qui</a> il sito e <a href="http://www.eiaa.net/news/eiaa-articles-details.asp?lang=4&amp;id=151">qui</a> il loro comunicato sulla ricerca) e della S<strong>chool of Management del Politecnico di Milano</strong> e di <strong>Nielsen</strong>.</p>
<p>Vengono presi in esame alcuni punti importanti:</p>
<p>-  <strong>Internet preferito alla TV come mezzo in sé</strong> (<em>il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) ormai al piccolo schermo preferisce di gran lunga il web.</em>)</p>
<p>- <strong>Il prime time diventa web time</strong> (<em>La scoperta più incredibile? La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioè durante la cosiddetta prima serata, così importante per i network televisivi.</em>)</p>
<p>- <strong>Internet è usato da tutte le generazioni </strong>(<em>stando a Giuliano Noci, a capo del team di ricerca del Politecnico, c&#8217;è molto di più. &#8220;Tutti pensano che il World Wide Web possa soppiantare il piccolo schermo solo fra gli adolescenti, quelli magari che abitano nelle grandi città &#8211; spiega &#8211; È falso, almeno in Italia. Ha presente la famosa casalinga di Voghera? Ebbene, oggi è lei che naviga di sera. Ed è questo il dato più eclatante della ricerca&#8221;.</em>)</p>
<p>- <strong>La crisi di contenuti della TV</strong> (<em>Ma alla fine ciò non significa che la televisione sia destinata a morire: solo che oggi in termini di contenuti non ha davvero più nulla da offrire agli spettatori</em> (Layla Pavone)).</p>
<p><strong>Personalmente</strong> sono d&#8217;accordo con <a href="http://laylapavone.blogspot.com/2007/12/il-2007.html">Layla Pavone</a> che sostiene:</p>
<p><em>&#8220;Non credo che la Rete sostituirà completamente la televisione, perché non credo che un mezzo di comunicazione possa essere soppiantato da un altro diverso. Al massimo convivono. È in atto però una trasformazione che da noi fa impressione perché, a differenza di altri Paesi, oltre il 50 per cento degli investimenti pubblicitari sono concentrati sulla Tv. Un business enorme. E c&#8217;è chi è abituato a vivere di rendita, a pensare che una situazione simile sia immutabile. Per questo lo spostamento del pubblico verso il Web è comunque rivoluzionario&#8221;</em></p>
<p>Anche se il problema non è solo di investimenti pubblicitari. La gente si sta <em>spostando</em> verso il web a una velocità tale che non lascia quasi il tempo a chi non ha coltivato una cultura del web negli anni passati di <strong>adeguarsi a un mezzo nuovo che ha dinamiche nuove</strong> (ne avevo già parlato <a href="http://hagakure.it/advertisingage-mckinsey-e-lapproccio-strategico-al-web">qui</a> e <a href="http://hagakure.it/web-e-aziende-come-affrontare-un-nuovo-media-senza-un-nuovo-reparto">qui</a>).</p>
<p>Inoltre è <strong>uno scenario di spaccatura</strong>, metà della popolazione ha accesso alla banda larga e naviga accedendo a nuove informazioni e opportunità, e l&#8217;altra metà? (sul Digital Divide avevo scritto in passato <a href="http://hagakure.it/linternet-e-mezzo-pieno-o-mezzo-vuoto-analisi-dei-dati-di-accesso-in-italia-e-del-divario-socio-culturale-tecnologico-nel-nostro-paese">qui</a>).</p>
<p>Insomma, sicuramente si apre uno scenario di grandi opportunità per la comunicazione, ma si rendono sempre più urgenti, dal mio punto di vista, due cose:</p>
<p>- <strong>formazione e informazione su scala nazionale</strong> per porre rimedio a un Digital Divide che potrebbe creare cittadini di serie A e di serie B</p>
<p>- <strong>investimenti prima di tutto in knowledge e risorse</strong> da parte delle aziende e delle associazioni, per evitare un digital divide aziendale.</p>
<p><u><strong>GRAFICI E MATERIALI</strong></u></p>
<p>Interessante il <strong>grafico</strong> che compara la fruizione dei media da parte dei &#8220;Tradizionali&#8221; verso i &#8220;Multimediali&#8221; (tutti sopra i 24 anni).</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2138/2157151355_1f06c626e0.jpg?v=0" /></p>
<p>Se andiamo a vedere la fascia 16-24, il <strong>sorpasso</strong> è già avvenuto in quasi tutta Europa.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2285/2157151283_2f8c22484b.jpg?v=0" /></p>
<p>Unica nota dolente: l&#8217;Italia è il fanalino di coda per la <strong>diffusione della banda larga</strong></p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2092/2157947562_6c922f669c_o.jpg" /></p>
<p>L&#8217;articolo di repubblica in pdf (<a href="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2008/01/sorpassoarticolo.pdf" title="sorpassoarticolo.pdf">qui</a>) l&#8217;intervista a Negroponte in pdf (<a href="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2008/01/sorpassonegroponte.pdf" title="sorpassonegroponte.pdf">qui</a>).</p>
<p>[visto su <a href="http://www.repubblica.it/">Repubblica.it</a>]</p>
<p><small><em>(*)= A dire il vero già per l&#8217;edizione 2007 di Wimbledon si potevano guardare le singole partite in diretta web, compresa la finale, acquistando la combinazione preferita e potendole scaricare e tenere dopo la diretta.</em></small><!--more--></p>
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		<title>HAGAKURE su RadioCittàFujiko</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 14:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
RadioCittàFujiko è forse la radio più popolare di Bologna. Benedetta Baserga mi ha intervistato al telefono per parlare di Viral Marketing. L&#8217;intervista andrà in onda domani (martedì 4 dicembre) alle 16:40. La radio si può ascoltare anche on line attraverso il loro sito (qui). Ve la metto comunque qui in anteprima.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://radiocittafujiko.it/home/themes/fujiko/style.default/images/logo.gif" /></p>
<p>RadioCittàFujiko è forse la radio più popolare di Bologna. Benedetta Baserga mi ha intervistato al telefono per parlare di Viral Marketing. L&#8217;intervista andrà in onda domani (martedì 4 dicembre) alle 16:40. La radio si può ascoltare anche on line attraverso il loro sito (<a href="http://radiocittafujiko.it">qui</a>). Ve la metto comunque qui in anteprima.</p>
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		<title>Il blog della prof&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 16:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Case Histories]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo accesissimi e assurdi dibattiti sul bullismo a scuola e YouTube (come se fosse colpa di YouTube se esiste la violenza&#8230;) ecco un esempio proprio bello e pulito di come i social media possono cambiare il modo di fare scuola. Leggetevi il primo post de &#8220;Il blog della prof. di diritto&#8221; e i commenti degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo accesissimi e assurdi dibattiti sul bullismo a scuola e YouTube (come se fosse colpa di YouTube se esiste la violenza&#8230;) ecco un esempio proprio bello e pulito di come i social media possono cambiare il modo di fare scuola. <strong>Leggetevi il primo post de &#8220;Il blog della prof. di diritto&#8221; e i commenti </strong>degli studenti. (<a href="http://carlimoretti.wordpress.com/2007/10/26/benvenuti-ragazzi/#comments">qui</a>)</p>
<p><strong>Alcuni esempi, segnalatene altri nei commenti&#8230; </strong></p>
<p>Alcuni professori universitari sperimentano dei veri e propri Blog Lab (<a href="http://blog.bloglab.it/2007/03/05/Il+Progetto+BlogLab.aspx">qui</a>)</p>
<p>Il blog di una classe (<a href="http://blog.scuolaer.it/blog.aspx?IDBlog=481">qui</a>)</p>
<p>Un servizio di &#8220;Education blogs&#8221; (<a href="http://www.learnerblogs.org/">qui</a>)</p>
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		<title>Web 2oltre, Forrester Research e il ROI di un investimento sul web</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 20:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog & Aziende (NEW)]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ero a Web 2 oltre (qui). A giugno avevo partecipato come panelist, questa volta come semplice spettatore, anche se all&#8217;ultimo minuto mi hanno chiesto di prendere parte alla tavola rotonda su blog e social networks  
Ero in compagnia di Andrea Andreutti di Samsung (qui e con cui mi complimento sempre troppo poco per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ero a Web 2 oltre (<a href="http://www.web2oltre.it/pagine/pagina.aspx?&amp;L=IT">qui</a>). A giugno avevo partecipato come panelist, questa volta come semplice spettatore, anche se all&#8217;ultimo minuto mi hanno chiesto di prendere parte alla <strong>tavola rotonda su blog e social networks</strong> <img src='http://hagakure.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ero in compagnia di <strong>Andrea Andreutti </strong>di Samsung (<a href="http://www.samsung-italia.net/">qui</a> e con cui mi complimento sempre troppo poco per il suo ottimo lavoro) <strong>Carlo Andrea Pataccini</strong> di Barilla (<a href="http://barcode.blogsome.com/">qui</a>) e <strong>Valentina Tolomelli</strong> di Ducati (<a href="http://blog.ducati.com/">qui</a> il DesmoBlog, Valentina perchè non carichi sul web la tua bella presentazione?).</p>
<p>Grazie a <strong>Marco Camisani Calzolari</strong> (<a href="http://blog.camisani.com/">qui</a>) per l&#8217;ospitalità e la perfetta <strong>moderazione</strong> del panel e a Tatiana dell&#8217;organizzazione per avermi fatto entrare al volo, visto il mio ritardo.</p>
<p>Non ho materiali da condividere, ma all&#8217;ultimo è venuto fuori uno spunto interessante sul ROI dei blog e dei social media. Ripesco quindi un vecchio post, traduzione dell&#8217;ottimo lavoro di Charlene Li di Forrester Research (che ho citato oggi).</p>
<p><strong>Il post con la tabella per il calcolo del ROI dei blog:</strong></p>
<p><a href="http://hagakure.it/il-roi-dei-blog">http://hagakure.it/il-roi-dei-blog </a></p>
<p>Alla fine dell&#8217;intervento ho incontrato brevemente Walter Faioni di Forrester Italia, sorpreso dalla citazione, chissà che non riusciamo a fare qualcosa di interessante assieme&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>HAGAKURE al Dada Day</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 10:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara Rivella (qui il suo blog) mi ha invitato al D-Day di Dada (qui). E&#8217;una tavola rotonda molto interessante sul tema Informazione e Internet. Leggetevi il programma qui.
In particolare è interessante ascoltare Carlo Verdelli, direttore de La Gazzetta dello Sport, dire:
&#8220;Nessun giornale al mondo può farcela se non ha Internet integrato [...] Internet è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiara Rivella (<a href="http://chiarula.blog.dada.net/">qui</a> il suo blog) mi ha invitato al D-Day di Dada (<a href="http://www.d-day2007.it/">qui</a>). E&#8217;una tavola rotonda molto interessante sul tema <strong>Informazione e Internet</strong>. Leggetevi il programma <a href="http://www.d-day2007.it/index.php?p=1&amp;l=it">qui</a>.</p>
<p>In particolare è interessante ascoltare <strong>Carlo Verdelli</strong>, direttore de La Gazzetta dello Sport, dire:</p>
<p><em><strong>&#8220;Nessun giornale al mondo può farcela se non ha Internet integrato [...] Internet è il minuto per minuto [...] il giornale esce già vecchio, usciamo con la sensazione che il mondo non ci abbia aspettato, sia già andato avanti.&#8221;</strong> </em></p>
<p>Insomma i gruppi editoriali, i giornali (o le news organizations, come dice dovrebbero chiamarsi Verdelli) hanno assorbito la logica orizzontale e sociale di Internet.</p>
<p>Stimolanti anche le affermazioni di <strong>Antonello Perricone </strong>(Amministratore delegato di RCS Media Group):</p>
<p>&#8220;<strong><em>non possiamo più andare avanti a vendere enciclopedie e DVD</em></strong>,<strong><em> la gente è stufa di avere sei enciclopedie in casa&#8230;&#8221;. </em></strong></p>
<p>Perricone cita anche il libro: L&#8217;ultima copia del New York Times (<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788860361042/sabadin-vittorio/ultima-copia-del.html">qui</a>).<span class="tcorpotesto"> </span></p>
<p>Insomma, dopo le persone e i media, adesso <strong>mancano solo le aziende e il loro ingresso in rete</strong>, nella conversazione. Fosse solo per tenere aperti dei canali di relazione col mondo delle news, che si sta spostando rapidamente verso la rete.</p>
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		<title>Il nuovo marketing: dalle parole di guerra alle parole di fede&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 20:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Hagakure News]]></category>
		<category><![CDATA[Letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Ballardini]]></category>
		<category><![CDATA[David Weinberger]]></category>
		<category><![CDATA[Hagakure]]></category>
		<category><![CDATA[IAB Forum 2007]]></category>
		<category><![CDATA[Internet PR & Viral Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Massarotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una slide del recente intervento di David Weinberger allo IAB Forum (vedi qui e qui e in un sacco di posti nella blogosfera&#8230;) mi ha fatto tornare in mente un articolo che avevo pubblicato un po&#8217; di tempo fa su Il Latore della Presente, il newsletter magazine dell&#8217;Art Directors Club Italiano (era il n° 16, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una slide del recente intervento di David Weinberger allo IAB Forum (vedi <a href="http://hagakure.it/onore-a-david">qui</a> e <a href="http://blog.adci.it/spot-post">qui</a> e in un sacco di posti nella blogosfera&#8230;) mi ha fatto tornare in mente un articolo che avevo pubblicato un po&#8217; di tempo fa su Il Latore della Presente, il newsletter magazine dell&#8217;Art Directors Club Italiano (era il n° 16, dicembre 2006: arretrati <a href="http://www.adci.it/dev/informazione.asp?infid=173">qui</a>).<br />
<span id="more-243"></span><br />
<img src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/immagine-15.png" alt="immagine-15.png" width="400" /></p>
<p>L&#8217;articolo si chiamava &#8220;<em>Marketing e Internet: dalle parole di guerra alle parole di fede</em>&#8220;. Non l&#8217;avevo mai riportato qui, quindi lo faccio oggi che è tornato d&#8217;attualità. L&#8217;articolo contiene anche una interessante chiosa di Bruno Ballardini (il suo profilo <a href="http://www.minimumfax.com/persona.asp?personaID=8">qui</a>).</p>
<p><img src="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/immagine-14.png" alt="immagine-14.png" width="400" /></p>
<p>Alla slide 7 (<a href="http://www.iabforum.it/Interventi/Intervento.aspx?IDSessione=48">qui</a> le slide e il video sul sito di IAB Forum), Weinberger spiega come il marketing si sia sempre espresso con una terminologia da guerra, quasi fosse &#8220;a caccia&#8221; di consumatori, mentre oggi, sul Web, questo linguaggio, questo approccio, sembra non funzionare più molto, vista la &#8220;libertà di movimento&#8221; dei consumatori. Un motivo in più di ringraziare David della sua visita illuminante&#8230;</p>
<p>Scarica il pdf con l&#8217;articolo &#8220;Marketing e Internet: dalle parole di guerra alle parole di fede&#8221;:</p>
<p><a href="http://hagakure.it/wp-content/uploads/2007/11/parolediguerraparoledifede.pdf" title="parolediguerraparoledifede.pdf">parolediguerraparoledifede.pdf</a><!--more--></p>
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		<title>Il sempre più complesso rapporto tra PR e giornalisti, media, blogger.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 23:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Blog & Aziende (NEW)]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[Hagakure]]></category>
		<category><![CDATA[Internet PR & Viral Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Chris Anderson (editor in chief di Wired e autore del best seller The Long Tail) ha pubblicato un post molto graffiante (qui) sui rapporti tra PR e giornalisti. In sostanza Chris si lamenta dell&#8217;enorme numero di email che riceve quotidianamente dalla &#8220;PR People&#8221; e della vaghezza di queste mail. Alcuni arrivano addirittura a scrivergli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chris Anderson (editor in chief di Wired e autore del best seller The Long Tail) ha pubblicato <strong>un post molto graffiante</strong> (<strong><a href="http://www.longtail.com/the_long_tail/2007/10/sorry-pr-people.html">qui</a></strong>) sui rapporti tra PR e giornalisti. In sostanza Chris si lamenta dell&#8217;enorme numero di email che riceve quotidianamente dalla &#8220;PR People&#8221; e della vaghezza di queste mail. Alcuni arrivano addirittura a scrivergli di argomenti di cui lui non si occupa, quando potrebbero scoprirlo benissimo se solo seguissero Wired e il blog di Anderson. Come conseguenza <strong>Anderson ha deciso di filtrare gli indirizzi email di questi PR</strong> (tra cui figurano nomi eccellenti quali Edelman, Weber Shandwick e Ogilvy PR) e di rendere pubblica (con un po&#8217; di sadismo) la lista delle email &#8220;censurate&#8221;.<br />
<span id="more-232"></span></p>
<p>Sembra quasi che le possibilità di &#8220;accesso&#8221; ai giornalisti, ai blogger, ai media offerte oggi dal Web abbiano dato alla testa a chi si occupa di PR. Invece di sfruttare le informazioni e le possibilità di stringere relazioni, alcuni professionisti delle PR sembrano preferire un approccio più vicino allo Spam. Il post di Anderson tratteggia uno scenario di <em>email mandate alla cieca</em> che non solo non finiscono sul tavolo della persona giusta, ma portano a conseguenze disastrose.</p>
<p>Un fenomeno analogo rischia di profilarsi a breve <strong>nei neonati rapporti tra PR e blogger</strong>. Ne sta parlando (con l&#8217;intelligenza e l&#8217;acume di sempre) Gianluca Diegoli nel suo blog (<a href="http://www.minimarketing.it/2007/10/pastiglie-ai-blogger-reloaded.html">qui</a>). Quando il numero di tentativi di coinvolgimento dei blogger diventerà massiccio come quello tra PR e stampa (ci vorrà abbastanza poco) chi salverà i poveri messagi promozionali dallo spam folder dei famosi blogger nostrani? Riusciranno i più gettonati a tenere il ritmo con le crescenti proposte/offerte/promozioni dedicate a loro? Che effetti avrà sui loro blog la presenza sempre più frequente di messaggi più o meno pubblicitari?</p>
<p>Mi piacerebbe sentire in proposito il parere di Luca (<a href="http://www.pandemia.info/2007/10/25/philips_premia_i_blogger_senza.html">qui</a>), Gianluca (<a href="http://www.minimarketing.it/2007/04/guida-in-dieci-punti-al-rapporto-con-i.html">qui</a>), LaFra (<a href="http://www.lafra.it/2007/09/14/fight-for-kisses-nuova-campagna-di-wilkinson/">qui</a>), Federica (<a href="http://legattediviaplinio.blogspot.com/2007/10/stress-no-stress-o-my-stress.html">qui</a>), Fluido (<a href="http://fluido.wordpress.com/">qui</a>), Mauro Lupi (<a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/">qui</a>), Edelman Italia (<a href="http://blog.edelman.it/">qui</a>) e chi altro volesse&#8230;</p>
<p><strong>Il mio personale parere</strong> è che l&#8217;unica via è Google. Mi spiego. L&#8217;unico modo per generare in modo sano influenza, interesse, passaparola per un&#8217;azienda o per un&#8217;agenzia di PR è produrre contenuti rilevanti e distribuiti sul web in modo coerente con le logiche di Internet. Almeno per chi voglia approcciare i rapporti col web, la blogosfera e i social media in modo strategico. Ma la discussione è aperta&#8230;</p>
<p>Il blog di Chris Anderson (<a href="http://www.longtail.com">qui</a>)</p>
<p>Il sito di Wired (<a href="http://www.wired.com/">qui</a>)</p>
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