Elezioni USA: 10 tecniche di web marketing da tenere a mente.
By Marco Massarotto • 17-07-2007 • Category: Blog & Politica (NEW), Osservatorio USA 2008E’ dall’anno scorso, ormai, che seguiamo l’uso del web da parte dei candidati alle elezioni presidenziali USA 2008. Abbiamo visto il loro uso dei Blog, dei Social Network, di YouTube, analizzato le loro NewsLetter, scoperto qualche errorino. Dopo alcuni mesi cerchiamo di trarne una prima lezione e di riassumere tecniche e strumenti di marketing elettorale usati nella democrazia più famosa del pianeta…
1) Aprire un blog come strumento di dialogo con gli elettori. (Ecco quello di Hillary, Edwards, Obama e quello un po’ più rigidino di Giuliani, quello di McCain). Un blog è un ottimo strumento per avere un contatto diretto con l’elettorato, per presentare il proprio programma in modo “disintermediato”, per ottenere un feedback e quindi testare il programma stesso, per coinvolgere le persone.
2) Usate i video. Gli elettori sentiranno i candidati più vicini, li conosceranno meglio. Un video di 5 minuti equivale a parecchie cartelle di testo, e oggi girare dei video di buona qualità e semplice e economico (ecco i profili su YouTube di Edwards, Obama, quello di Hillary e di McCain).
3) Sfruttate tutte le piattaforme disponibili. Oggi Internet è un aggregato di spazi, comunità, siti attrraverso i quali la gente si muove velocemente. Non si può scegliere una community a scapito di altre. Occore permeare la rete con la propria presenza, in modo intelligente, non invasivo, ma essere dappertutto conta. (L’account Flickr di Obama, John Edwards su Hi5, Hillary su MySpace, McCain lo trovate su FaceBook e Eventful, ancora Edwards su Delicious e su Twitter…)
4) Comprendete e utilizzate il potere dei Social Network. Barack Obama lo ha capito sin da subito integrando nel suo sito uan vera e propria comunità: MyBarackObama. Il Partito Democratico USA ha un suo proprio Social Network che si chiama Party Builder.) I Social network sviluppano senso di appartenenza e consentono di stare in contatto in modo semplice, efficace e organizzato).
5) Usate un linguaggio semplice. E’ una conversazione, come dice Hillary ispirandosi al Cluetrain Manifesto. State parlando in modo diretto alla persone che sono alla loro scrivania, sul loro divano. Questo non vuol dire rinunciare ai propri slogan, ma saperli fondere in un linguaggio colloquiale tipico della rete. Su Internet funziona poco il tono televisivo. Se non si riesce a catturare subito l’attenzione, se non si trasmette un senso di verità e immediatezza basta un click: cambiare sito è più facile ancora che cambiar canale in tv. John Edwards per esempio ha lanciato la sua campagna con il suo slogan “Tomorrow begins today”, ma lo ha fatto in manica di camicie a New Orleans. Paradossalmente sarebbe sembrato finto in TV, ed è molto vero sul Web.
6) Createvi uno staff per il Web. Se intendete far politica seriamente attraverso Internet dovete farlo con dei professionisti del mezzo. Hillary Clinton ha preso con sè Crystal Patterson di DailyKos, uno dei più popolari blog politici d’america. La rete ha regole sempre nuove, mille canali, spazi, ognuno con le sue logiche. Per non perdersi fatevi accompagnare da una guida. Una campagne elettorale sul web ha bisogno di un team dedicato, in America ormail le chiamano le e-lections e USA Today racconta come Edwards giri con furgoni WiFi e un team di bloggers per comunicare in tempo reale col proprio elettorato.
7) Innovate. Nessuno dei candidati è partito con l’utilizzo di tutti questi strumenti. E’ stata una corsa continua a superarsi, ad aprire un canale nuovo, diverso, in più rispetto agli altri.
Siate Cross-Mediali. Usate Internet per veicolare brano dei TG, o per lanciare la vostra partecipazione a un talk show e poi fate continuare la conversazione sul vostro sito. Commentate un articolo di giornale o rispondete a una critica su Internet. Internet non deve essere usato come un mezzo stagno, ma lavorare assieme agli altri media cercando sinergie e integrazioni. Barack Obama sta usando il suo sito per far scrivere dagli elettori ai giornali.
9) Siate coinvolgenti Allargate il dibattito. A chiunque. Linkate i siti che vi piacciono o che non vi piacciono. Coinvolgete le persone. Non abbiate paura di mandare la gente “fuori” dal vostro sito. Più cose interessanti segnalate, più torneranno a cercarne. Linkate le notizie di cui parlate. Non linkare è come parlare di fatti o persone senza nominarli: serve solo a farsi capire meno.
10) Sperimentate. La sperimentazione è il DNA del Web. La rete è un enorme cantiere in perenne costruzione. E’ la cultura di Internet, sperimentare, collaborare. Avviate dei progetti inediti, chiedete aiuto e collaborazione. Se è un progetto interessante troverete persone interessate a costruire con voi. Sperimentate anche linguaggi nuovi. Il “tono televisivo” funziona poco in rete. Hillary ha osato mandare un video, assieme a Bill, in cui fa la parodia dell’ultima puntata del celeberrimo show televiso “Sopranos”. Una fan di barack Obama si è autonominata Obama Girl, lanciando su YouTube un video musicale divertente, fatto di fotomontaggi: “I got a crush on Obama”, “Mi sono innamorata di Obama”. Certo, è a caccia di fama. Ma ne ha anche portata.
ORA Hillary Clinton, per risposta, chiede alle persone di fare il loro video e spiegare perchè voteranno per lei. Poi li farà andare sulla CNN.
COMPITI PER CASA
In comunicazione non esistono regole d’oro, valide sempre, o universalmente. La lezione che si può trarre da queste tecniche usate dai candidati USA è cercare di carpirne lo spirito, la logica. E quindi valutare quali siano adatte al proprio paese, al proprio elettorato, alla propria campagna. Rileggetevi queste dieci tecniche, pensate queli potrebbero essere più adatte a voi e sperimentatene tre. Dopo un mese analizzate i risultati e decidete se continuare, cambiarle, aggiungerne altre.
Le dieci tecniche usate dai candidati USA 2008:
1) Aprire un blog come strumento di dialogo con gli elettori.
2) Usate i video.
3) Sfruttate tutte le piattaforme disponibili.
4) Comprendete e utilizzate il potere dei Social Network.
5) Usate un linguaggio semplice.
6) Createvi uno staff per il Web.
7) Innovate.
Siate Cross-Mediali.
9) Siate coinvolgenti.
10) Sperimentate.
Le tre tecniche che voglio sperimentare sono:
1) ………………
2) ………………
3) ………………
Marco Massarotto
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Gran pezzo, ricco, argomentato, puntelencato, stralinkoso, compitivo e soprattutto utile.
Grazie
Ps: normalmente parlo meglio eh.
Ma no Zio Burp. hai parlato benissimo:-)
ciao e complimenti per il bel post!
chissà quando e come i nostri politici inizieranno a seguire queste tecniche. secondo me, prima di quanto crediamo. sapete di qualcuno? io so del blog di dipietro (da voi) e dell’onorevole palmieri di forzaitalia (da marco camisani), altri?
sugli usa, se può essere utile alla conversazione, ho scoperto un sito dove vengono messi a confronto i posts, feeds, photo e video streams dei candidati presidenziali.
si chiama techpresident.com, io ne ho accennato qui:
http://ohmymarketing.wordpress.com/2007/07/05/vuoi-essere-presidente-usa-blogga/
invece il link diretto è qui:
http://www.techpresident.com/politickr
un salutone, max
Ottimo post.
Per l’Italia qualcosa si sta cominciando a muovere, ma la vedo un po’ dura.
Agli esempi di max (ehilà) aggiungo il blog di Ivan Scalfarotto (aperto da ormai quasi due anni), quello del movimento de iMille.org e quello della TVdellelibertà (un po’ rigido e senza commenti, ma in compenso ha anche il canale su youtube).
Inoltre DiPietro ha il canale youtube e un’isola su SecondLife.
In Italia la comunicazione politica sulla rete, IMHO, viene bloccata da vari fattori.
Primo, c’è da chiedersi quando questa classe politica sia in grado di parlare di blog, flickr, delicious e via dicendo.
Secondo, alla televisione viene data un’importanza spropositata (un po’ perché Berlusconi -togliendo il digitale terrestre- ha in mano tre canali nazionali, un po’ perché l’Italia non vende quotidiani e l’informazione passa dallo schermo).
Terzo, è da capire se l’italiano medio è pronto a questo cambiamento: come dice giustamente il post in comunicazione tutto è relativo al momento, al luogo e all’uditorio.
Girate per la piazza del vostro paese e provate a parlare di blog, facebook o twitter: nel migliore dei casi verrete ignorati.
Complimenti per il post, davvero succulento!
Neanche a dirlo…
http://www.youtube.com/user/enricoletta
Vediamo se avrà la risposta che si aspetta.
Ciao, trovo geniale l’idea di utilizzare il web per far passare un messaggio politico o per fare campagna elettorale (it is like getting donw to earth..). Ho vissuto per diversi anni negli States e questa idea geniale é molto ben utilizzata in US perché la loro cultura é adatta ad esperienze di questo tipo….Ora veniamo ai tentativi “italiani”…ma avete visto Di Pietro in Second Life quando ha fatto la sua prima conferenza? A me é venuto da ridere!!!Lo stesso Letta non é andato meglio (sguardo spento, parole scontate, immagine da sacerdote in giacca e cravatta,…).
Concludo dicendo che bisogna fare molta attenzione all’uso di Internet per comunicare la politica altrimenti il rischio é il flop!
http://www.lucianobove.blogspot.com
grande marco post molto ben fatto….tanto che ti ho citato sul mio blog in un post di cui parlo di politica internazionale e web 2.0:
http://mediameter.wordpress.com/2007/08/02/la-politica-internazionale-ai-tempi-del-web-20/
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