La fine della pubblicità come la conosciamo (secondo IBM)

By Marco Massarotto • 11-11-2007 • Category: Blog & Aziende (NEW), Letture consigliate

End of advertising as we know it

L’IBM Institute for Business Value Study ha pubblicato una ricerca che si chiama “La fine della pubblicità come la conosciamo”. (la trovate sul sito IBM qui). Alcune frasi:

“I prossimi 5 anni cambieranno la pubblicità più degli ultimi 50″

“I consumatori hanno sempre più controllo su quali pubblicità vedere e un ruolo attivo fino al punto di creare loro stessi le campagne”

“Il futuro della pubblicità sarà radicalmente diverso dal suo passato. Le parole d’ordine saranno creatività, controllo da parte del consumatore, misurazione: servono strategia agili e nuove professionalità”

E mi fa piacere trovare qui strategie agili, dopo aver appena postato su: “La prontezza di riflessi come fattore di successo della comunicazione” (qui).

SCARICA LA RICERCA IN PDF

IBM The End of Advertising as we know it (Complete)

IBM The End of Advertising as we know it (Executive Summary)

INTERNET VS TV (sempre da IBM)

C’è anche un altro sondagio interessante sui trend di utilizzo di Internet e della Televisione, sempre di IBM (lo trovate qui). Questo sondaggio mostra come sl campione di intervistati il 19% dichiara di trascorrere almeno 6 ore al giorno di uso di Internet personale, mentre solo il 9% fa altrettanto con la TV. Il sondaggio ha anche un estratto video che riporto.

[Via Mauro Lupi]

Marco Massarotto
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3 Responses »

  1. E’ molto interessante questa ricerca e ci vedo notevoli opportunità di sviluppo da cogliere per il mondo della pubblicità.

    L.T.

  2. Sì esatto, è molto diverso dire “La fine della pubblicità come la conosciamo” (significa l’inizio di un nuovo modo di farla, e quindi molte opportunità) da chi invece profetizza “La fine della pubblicità” tout court, che non ha molto senso :)

  3. Condivido pienamente la relazione IBM, ma soprattutto è bello vedere che grandi gruppi abbiano “varcato la soglia”, almeno nelle intenzioni. Piano piano porteranno a pensare come loro ogni azienda. Trovo invece (mi riferisco alla situazione italiana) ancora una sorta di immobilità da parte di chi (agenzie) dovrà realizzare per loro i prodotti da immettere in questo nuovo mercato.

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