Musica, marketing e web: un esempio perfetto. (Gilberto Gìl e il Banda Larga tour)

Gilberto Gil è uno dei più grandi cantautori brasiliani viventi, nonché ministro della cultura del suo paese. (qui) Mi è capitato di andarlo a vedere recentemente in un concerto a Milano, dove si è dimostrato più moderno e a suo agio con la rete di tante band giovanili o rapper. E il suo tour di quest'anno rappresenta forse l'esempio più interessante di marketing musicale sul Web.

bandalarga.jpg

La sigla di apertura è un geniale riarrangiamento di tre minuti della suoneria Nokia. Ma questo è solo un dettaglio. La vera lezione di uso dell'Internet Gilberto là dà con il sito del suo tour, chiamato "Banda Larga" (qui la Home Page).

All'inizio del concerto, la solita voce fuori campo che chiede di spegnere i telefoni e, spesso, impone di non far fotografie lascia il posto a Gilberto che dice:

"A questo concerto potete fare tutte le foto e i filmati che volete, anzi vi invitiamo a farli e a venire sul nostro sito e caricarli così tutti potranno vederli. Questo tour si chiama Banda Larga perchè crediamo che la musica appartenga a tutti e vogliamo condividere la nostra con il mondo".

E, infatti, il sito di BandaLarga (interamente sotto licenza Creative Commons) è fatto in gran parte dai fan di Gilberto.

La sezione foto
(qui le foto fatte dalla fotografa ufficiale e qui quelle scatatte dal pubblico, a volte anche più belle e comunque rappresentative di un punto di vista inedito)

La sezione video (qui)
Decine di filmati, brani, interviste provenienti dai concerti di Gìl i tutto il mondo e caricati dai suoi fans, nessuna troupe potrebbe fare un lavoro del genere. (Tantomeno gratis)

Fino alla sezione "Refazendo Gil" (qui).
In questa parte del sito Gil pubblica le basi e il vocale dei suoi pezzi da scaricare, così che la gente possa rifarli e pubblicarli sul sito nella sezione Mashup/Remixes. I Remix più belli li passerà alle radio.

A Internet Gilberto Gil ha addirittura dedicato una canzone: "Pela Internet" (qui le parole).

Grazie a Banda Larga i milioni di fan di Gilberto Gìl hanno un modo in più di stargli vicino e starsi vicini, oltre a seguirlo nei concerti possono prolungare la loro esperienza sul sito del cantante, scambiandosi foto, video, commenti, reinterpretando i brani.

Mentre c'è chi sta a dibattere su DRM (Digital Rights Management, sistemi tecnologici per proteggere il copyright) distribuzione, pirateria Gilberto ha capito che far ascoltare la propria musica, farci giocare la gente, condividerla è il modo migliore per farla amare. E infatti i suoi concerti sono strapieni.

Concludiamo con un brano bellissimo, Aquele Abraco, che Gìl mette gentilmente a disposizione sul suo sito nell'esecuzione Live con Fiorella Mannoia. (Ci mette un secondino a caricarsi, ma vale la pena).

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3 Responses to Musica, marketing e web: un esempio perfetto. (Gilberto Gìl e il Banda Larga tour)

  1. Poianone says:

    Veramente interessante! Direi che Gilberto Gil ha capito molto del web e soprattutto del cambiamento culturale che lo accompagna. Applicare gli stessi schemi di protezione ossessiva degli IP non paga, vedi i Metallica come si sono comportati ai tempi con Napster…
    Invero, trovo curioso che, se da un lato si stanno affermando dei sistemi che promuovono la condivisione gratuita di contenuti (seppur prodotti dagli utenti), dall’altro si fa di tutto per creare sistemi di micropagamenti, che consentano di spezzettare il contenuto offerto e far pagare ogni singolo pezzetto… Non sono tendenze in contrasto tra loro?

  2. Marco Massarotto says:

    Non so debbano necessariamente essere in contrasto.

    Da un lato il sistema dei micropagamenti, con l’eccezione di ebay e pochi altri, non è che sia ancora una prassi affermata. E comunque riguarda una minoranza, di una minoranza, di una minoranza: i possessori di carte di pagamento, che hanno una connessione a Internet e non hanno paura di usarla. :-)

    Mentre lo UGC (user Generated Content) è (spesso inconsapevolmente) talmente diffuso che è già una realtà strutturale del Web.

    Oltre a questo i micropayments e l’UGC potrebbero valorizzarsi a vicenda: per monetizzare il contenuto degli utenti o motivare all’acquisto: vedi Amazon. Vende e genera UGC con le recensioni e fa vendere gli utenti più attivi con le affiliazioni e il mercato dell’usato. O Anobii, che ormai linka da ogni libro (inserito dagli utenti) i principali book seller on line.

    DIVAGAZIONE SUL PAGAMENTO DELL’ENTERTAINMENT

    Anche perchè non ci si può seriamente aspettare un mondo in cui tutto è gratis. In fin dei conti non abbiamo nessuna difficoltà a tirar fuori dal portafoglio 7, 10, 12 euro per comprare un dvd. O 3 euro o più per noleggairlo da Blockbuster e guardarlo una sera. Ma pagare un film online sembra un’assurdità. Secondo me la chiave è offrire online contenuti interessanti, a un prezzo competitivo e con valore aggiunto, vedi iTunes.

    E integrare dei sistemi di condivisione e community building (tipo Gilberto Gil) non ossessionati dalla protezione, ma fondati sulla partecipzione. Insomma un mix in cui vendo qualcosa di interessante online e al tempo stesso condivido gratis altre cose. In fin dei conti restano sempre i concerti, grande fonte di guadagno.

  3. Poianone says:

    Ad essere sinceri, più che ai sistemi quali Paypal o eBay, pensavo al servizio Microsoft XLive, per la sua console. Un sistema dove ogni item e add-on con i quali personalizzare il proprio gioco è a pagamento, e dove l’unico tramite è un portale proprietario. Sistema che i possessori di computer non conoscono, visto che tramite Internet e il lavoro degli appassionati, dispongono di tutto quanto gratuitamente…

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