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	<title>HAGAKURE &#187; Chris Anderson</title>
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	<description>Internet PR</description>
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		<title>Il sempre più complesso rapporto tra PR e giornalisti, media, blogger.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 23:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet PR & Viral Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Chris Anderson (editor in chief di Wired e autore del best seller The Long Tail) ha pubblicato un post molto graffiante (qui) sui rapporti tra PR e giornalisti. In sostanza Chris si lamenta dell'enorme numero di email che riceve quotidianamente &#8230; <a href="http://hagakure.it/il-sempre-piu-complesso-rapporto-tra-pr-e-giornalisti-media-blogger">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chris Anderson (editor in chief di Wired e autore del best seller The Long Tail) ha pubblicato <strong>un post molto graffiante</strong> (<strong><a href="http://www.longtail.com/the_long_tail/2007/10/sorry-pr-people.html">qui</a></strong>) sui rapporti tra PR e giornalisti. In sostanza Chris si lamenta dell'enorme numero di email che riceve quotidianamente dalla "PR People" e della vaghezza di queste mail. Alcuni arrivano addirittura a scrivergli di argomenti di cui lui non si occupa, quando potrebbero scoprirlo benissimo se solo seguissero Wired e il blog di Anderson. Come conseguenza <strong>Anderson ha deciso di filtrare gli indirizzi email di questi PR</strong> (tra cui figurano nomi eccellenti quali Edelman, Weber Shandwick e Ogilvy PR) e di rendere pubblica (con un po' di sadismo) la lista delle email "censurate".<br />
<span id="more-232"></span></p>
<p>Sembra quasi che le possibilità di "accesso" ai giornalisti, ai blogger, ai media offerte oggi dal Web abbiano dato alla testa a chi si occupa di PR. Invece di sfruttare le informazioni e le possibilità di stringere relazioni, alcuni professionisti delle PR sembrano preferire un approccio più vicino allo Spam. Il post di Anderson tratteggia uno scenario di <em>email mandate alla cieca</em> che non solo non finiscono sul tavolo della persona giusta, ma portano a conseguenze disastrose.</p>
<p>Un fenomeno analogo rischia di profilarsi a breve <strong>nei neonati rapporti tra PR e blogger</strong>. Ne sta parlando (con l'intelligenza e l'acume di sempre) Gianluca Diegoli nel suo blog (<a href="http://www.minimarketing.it/2007/10/pastiglie-ai-blogger-reloaded.html">qui</a>). Quando il numero di tentativi di coinvolgimento dei blogger diventerà massiccio come quello tra PR e stampa (ci vorrà abbastanza poco) chi salverà i poveri messagi promozionali dallo spam folder dei famosi blogger nostrani? Riusciranno i più gettonati a tenere il ritmo con le crescenti proposte/offerte/promozioni dedicate a loro? Che effetti avrà sui loro blog la presenza sempre più frequente di messaggi più o meno pubblicitari?</p>
<p>Mi piacerebbe sentire in proposito il parere di Luca (<a href="http://www.pandemia.info/2007/10/25/philips_premia_i_blogger_senza.html">qui</a>), Gianluca (<a href="http://www.minimarketing.it/2007/04/guida-in-dieci-punti-al-rapporto-con-i.html">qui</a>), LaFra (<a href="http://www.lafra.it/2007/09/14/fight-for-kisses-nuova-campagna-di-wilkinson/">qui</a>), Federica (<a href="http://legattediviaplinio.blogspot.com/2007/10/stress-no-stress-o-my-stress.html">qui</a>), Fluido (<a href="http://fluido.wordpress.com/">qui</a>), Mauro Lupi (<a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/">qui</a>), Edelman Italia (<a href="http://blog.edelman.it/">qui</a>) e chi altro volesse...</p>
<p><strong>Il mio personale parere</strong> è che l'unica via è Google. Mi spiego. L'unico modo per generare in modo sano influenza, interesse, passaparola per un'azienda o per un'agenzia di PR è produrre contenuti rilevanti e distribuiti sul web in modo coerente con le logiche di Internet. Almeno per chi voglia approcciare i rapporti col web, la blogosfera e i social media in modo strategico. Ma la discussione è aperta...</p>
<p>Il blog di Chris Anderson (<a href="http://www.longtail.com">qui</a>)</p>
<p>Il sito di Wired (<a href="http://www.wired.com/">qui</a>)</p>
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